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La Storia

dell’argento

Bianco e lucente come l’argento

L’argento è un metallo prezioso di colore bianco lucente presente sulla crosta terrestre, spesso combinato con altri metalli, quali ad esempio oro, rame, antimonio, dai quali viene separato con differenti processi.

I principali paesi produttori di questo nobile metallo sono Messico, Canada, Stati Uniti, Perù, Russia, Giappone, Australia, Bolivia. In Europa l’argento è presente in Svezia, Germania, Francia e Spagna. Anche l’Italia ne possiede piccoli giacimenti: questi si trovano in Sardegna e Trentino Alto Adige ma la modesta quantità annualmente estratta non è sufficiente a soddisfare la richiesta del mercato.

 

Caratteristiche ed usi

Date le sue caratteristiche fisiche e chimiche –l’argento è un metallo duttile, deformabile, malleabile, saldabile- può essere utilizzato sia puro sia combinato con altri minerali, quali rame, zinco, palladio, oro e platino. L’argento puro viene prevalentemente utilizzato nell’industria chimica, elettronica, elettrotecnica e fotografica, mentre per la realizzazione di oggetti decorativi la lega comunemente usata è in combinazione con il rame nella formula 800‰ di argento e 200‰ di rame o, per quelli più pregiati, di 925‰ e 75‰.

Apprezzato sin dai tempi più remoti

Noto sin dall’antichità, l’argento veniva utilizzato da alcuni popoli per la coniazione di monete e la produzione di vasellami e oggetti ornamentali. Tra i metalli conosciuti, l’argento è sicuramente il più bianco e brillante. L’annerimento che si può osservare sulla superficie degli oggetti è dovuta all’ossidazione, e conseguente formazione di solfuro d’argento, causata dalla presenza nell’aria di acido solfidrico. Il cloro, invece, dà origine a cloruro d’argento e ad una colorazione grigio violacea degli stessi.

Duttile e malleabile

storia del argento

Grazie alla duttilità, al suo colore chiaro e lucente e alla neutralità ai sapori, l’argento ha trovato impiego non solo nella creazione di posate, vassoi, ciotole, sottopiatti, bicchieri e oggettistica varia per l’apparecchiatura della tavola, ma, ultimamente, alcune aziende lo hanno adottato anche nella produzione di pentole di vario formato avendo constatato l’eccellente trasmissione del calore che permette di ottenere cotture ottimali mentre tiene ben distinti e separati gli aromi dei vari ingredienti impiegati.

La lavorazione del minerale puro, per la creazione di oggetti a uso quotidiano, si rende quindi impensabile perché troppo delicato e soggetto ad ammaccature.

Per questo i maestri argentieri si avvalgono dell’aggiunta di altri materiali formando così una lega più adatta alla lavorazione.

In genere, il materiale più usato è il rame che, a seconda della percentuali di utilizzo, forma il titolo.

Questo può essere di 800‰ (800 di argento puro, 200 di rame od ottone) oppure 925‰ (925 di argento 075 sempre di rame od ottone).

 

Sheffield e Silver plated

storia del argento

Premettendo che tutti i tappeti sono pregiati perché lavorati interamente a mano, il grado di qualità, e conseguentemente il prezzo, viene stabilito dalla finezza del nodo e dai materiali utilizzati. Va da sé che la seta è più preziosa del cotone e che un nodo tessuto con questo materiale sarà molto più fine di uno eseguito con la lana oppure il cotone. Un altro parametro di paragone è il disegno, nonché le dimensioni del tappeto e infine la quantità di colori utilizzati nella tessitura. Sono quindi molteplici i fattori che giocano nella classificazione di un tappeto e sono numerose le varietà considerate "pregiate": ve ne presentiamo alcune tra le più note e diffuse.

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