Manutenzione e Lavaggio

come mantenere sempre bello il tappeto

Curiamolo con frequenza

Sono essenzialmente tre i fattori che arrecano danni al tappeto: l’esposizione alla luce, un’umidità elevata e la presenza di composti chimici aggressivi dovuta all’inquinamento atmosferico.

La pulizia del tappeto è quindi di vitale importanza per preservare il vostro investimento perché, rimuovendo la polvere e la sporcizia, lo riporterete a nuova vita. La polvere non rimossa dai nodi crea infatti un’azione abrasiva che ne accelera l’usura.

Per ovviare all’inconveniente, vi consigliamo quindi di rivoltare con frequenza il tappeto a rovescio e di batterlo leggermente, in modo da rimuove la polvere dalla superficie del vello. Meglio poi spazzolare il tappeto con una scopa di saggina o una spazzola a sete morbide. Vi sconsigliamo l’uso del battitappeto perché l’azione delle spazzole usura il vello. E’ altresì sconsigliato sbatterli violentemente o appenderli per percuoterli: in questo caso la struttura di base potrebbe snervarsi o arrecare danni agli orli e alle frange.

Un’ottima soluzione, se si vive in una casa con giardino, è quello di appoggiarli sulla rugiada o sulla neve e percuoterli dolcemente.

Se il tappeto si macchia occorre intervenire tempestivamente e rimuovere il danno aiutandosi con un cucchiaino o con la carta assorbente; successivamente si deve passare più volte un panno umido per rimuovere la macchia e impedire che venga assorbita dal vello. Per evitare che rimanga l’alone, occorre asciugare con cura la parte aiutandosi in un primo momento con dei panni puliti e asciutti. Successivamente si può ricorrere all’ausilio di un asciugacapelli o passare il ferro da stiro sulla parte, avendo cura porre uno straccio e ed evitare di appoggiare il ferro caldo sul vello.

Evitate comunque l’utilizzo di liquidi o schiume per tappeti: in genere sono prodotti chimici alcalini che possono esercitare un’azione disidratante e corrosiva sul vello.

Se vi dovete allontanare per qualche tempo, meglio riporre il tappeto arrotolato, con il vello all’interno, in un luogo asciutto, magari aggiungendo un sacchetto di cotone con la naftalina (o qualsiasi altro prodotto antitarme) per proteggerlo da eventuali attacchi. Non ripiegate mai il tappeto (la piega si potrebbe tagliare) ma arrotolatelo senza stringerlo eccessivamente. Riponetelo in un sacco di cotone o di canapa, mai di plastica: questo materiale non lascia passare l’aria.

Lavaggio

Lana, cotone e seta, soprattutto se colorate, temono più i prodotti chimici che l’acqua: per questo si consiglia di lavare il tappeto con acqua.

Se volete pulirlo, esaltandone i colori, vi consigliamo di spruzzare una soluzione composta da 50% di acqua e 50% di aceto bianco, passandolo successivamente con un panno morbido nel verso del vello. Tuttavia, va sottolineato che è meglio affidarsi ai laboratori attrezzati ed evitare i lavaggi “casalinghi” in quanto i colori potrebbero alterarsi e, conseguentemente, sbiadirsi, soprattutto quelli naturali.

Inoltre, lavare il tappeto non significa solo rimuovere lo sporco ma soprattutto ritemprarne le fibre. Prima di procedere al lavaggio, i laboratori specializzati tolgono la polvere, poi provano la consistenza dei colori, dosano il detergente in funzione del peso del tappeto e infine lo immergono nell’acqua (che non deve essere assolutamente calcarea). I laboratori sono inoltre in grado di valutare il grado di secchezza delle lane e di aggiungere, se il tappeto lo richiede, soluzioni di lanolina diluita con acqua che ridona alla lana del vello l’antica morbidezza.

Viene poi effettuato un trattamento antitarme che assicura la protezione per molto tempo; il tappeto viene poi abbondantemente sciacquato in acqua corrente. L’asciugatura, infine, è un’operazione da non sottovalutare: i laboratori sono attrezzati e in grado di effettuare una perfetta asciugatura sotto getti d’aria calda deumidificata.